Prompting

Copertina del modulo Prompting.
Modulo 06

Prompting

Come scrivere prompt base e avanzati.

Corso AI, RAG e LLM Locali · Alessandro Caprai

Prompting moderno

Scrivere un prompt è la parte fondamentale

Scrivere un buon prompt è il punto di partenza di ogni progetto basato sull'AI.

Prompt engineering

Costruire l'istruzione giusta per guidare il modello

L'ingegneria dei prompt è il processo di creazione di input efficaci per guidare un modello linguistico verso risposte accurate. Siccome l'LLM funziona prevedendo il token successivo, un buon prompt deve essere chiaro, strutturato e mirato al compito.

Non è una scienza esatta: è sperimentazione. Si prova, si accorcia, si valuta lo stile e la struttura in relazione a quello che si vuole ottenere.

Bene al primo colpo

Un buon prompt punta a riuscire al primo tentativo

Se ogni volta serve correggere e rigenerare, si cade nella «paralisi da iterazione», e l'AI smette di far risparmiare tempo. Il confronto è impietoso.

5 min
scrivere la mail a mano
30 min
prompt, correggi, rigenera, correggi ancora

Se il secondo tempo supera il primo, l'AI ha fallito. Un design curato toglie la frizione e rende l'uso della tecnologia conveniente davvero.

Esempio · ADV settore automotive

«Crea un'immagine di un'auto che sfreccia veloce sulla strada»

Chiediamo qualcosa all'AI con un prompt semplice, e guardiamo cosa ci restituisce.

Immagine generata dall'AI: un'auto sportiva che sfreccia veloce su una strada.

Esempio · Le varianti del prompt

Ogni dettaglio in più cambia il risultato

Più il prompt è specifico, più il risultato è vicino a quello che vuoi.

Le immagini generate dalle cinque varianti del prompt: un pickup blu, uno rosso, uno verde con hard top, e lo stesso pickup impolverato davanti al Grand Canyon.

Tecniche di prompting

Tecniche fatte apposta per come lavora il modello

Un modello linguistico segue istruzioni ed è addestrato su enormi quantità di testo. Ma non è perfetto: più il prompt è chiaro, più gli è facile prevedere la parola giusta da scrivere dopo.

Ci sono tecniche precise che sfruttano il modo in cui il modello è stato addestrato. Usarle porta a risposte più pertinenti e accurate.

Tecniche di prompting

Due famiglie di tecniche

Prompting base

Prompt zero shot: chiedi senza dare nessun esempio.

Prompt one shot e few shot: chiedi mostrando uno o più esempi.

Prompting avanzato

Elementi di framework: una struttura a blocchi, come ruolo, contesto e task.

Tecniche di reasoning: guidi il modello a ragionare un passo alla volta.

Prompting chain: spezzi il lavoro in più prompt collegati fra loro.

In questo corso vediamo zero, one e few shot e gli elementi di framework.

Prompting base · Zero shot

La forma più semplice: chiedi e basta

Un prompt zero shot dà solo la descrizione del compito e un testo da cui partire. Può essere una domanda, l'inizio di una storia o delle istruzioni.

Zero shot vuol dire proprio «nessun esempio»: al modello non mostri niente di già fatto, si arrangia con la sola richiesta.

Prompting base · Zero shot

Zero shot: un esempio

Chiediamo al modello di classificare una recensione come positiva, neutra o negativa.

Nel prompt non c'è nessun esempio di come si fa: solo il comando e il testo da valutare. Il modello capisce il compito dalla sola istruzione.

prompt · zero shot
Classifica le recensioni come
POSITIVA, NEUTRA o NEGATIVA.
Recensione: "The Walking Dead è
una serie che rivela dove sta
andando l'umanità se il caos
prende il sopravvento. Vorrei
più serie così. Capolavoro!"

Nessun esempio nel prompt: il modello si arrangia con la sola richiesta. Testo di esempio.

Prompting base · Zero shot

Comodo, ma non per tutto

Vantaggi

Efficiente: prompt brevi e rapidi, con meno costo di calcolo.

Facile da scrivere e cambiare: ottimo per provare in fretta.

Svantaggi

Accuratezza variabile: meno efficace su compiti complessi o molto specifici.

Comprensione limitata: con richieste ambigue può fraintendere.

Poco adatto quando serve una risposta dalla forma precisa.

Prompting base · One shot e few shot

Dai al modello un esempio da imitare

Fornire esempi aiuta il modello a capire cosa gli chiedi, soprattutto quando vuoi guidarlo verso una certa struttura di risposta.

One shot
un solo esempio da imitare
Few shot
più esempi, uno schema da seguire

Più esempi mostri, più cresce la probabilità che il modello segua lo schema che hai in testa.

One shot e few shot

L'AI rende di più quando le «dai l'esempio»

Prendi testi o immagini che hanno già funzionato nelle tue strategie di marketing e insegna all'AI a riconoscerli.

Così il risultato sarà sempre più vicino a quello che ti aspetti.

Prompting base · Few shot

Few shot: un esempio

Stesso compito di prima, ma ora aggiungiamo un esempio di output: mostriamo come vogliamo la risposta.

Chiediamo una tabella con tre colonne. Vedendone la forma, il modello la imita e restituisce esattamente quella struttura.

prompt · few shot
Classifica la recensione come
POSITIVA, NEUTRA o NEGATIVA.
Recensione: "The Walking Dead..."
Esempio di output, una tabella:
TvShow: nome dello show
BodyReview: testo completo
Sentiment: positivo/neutro/negativo

Il prompt mostra anche la forma della risposta: il modello la imita. Struttura di esempio.

One shot e few shot · Vantaggi

Perché dare esempi conviene

Proviamolo dal vivo

Tocca a voi: zero shot e few shot

Apriamo Gemini e mettiamo le mani in pasta

Esercizio · Prompting base

Provate voi: zero shot e few shot

Obiettivo: classificare il tono (positivo, neutro o negativo) di tre recensioni Google a vostra scelta.

Scrivete e provate i prompt in due modi: 3 zero shot e 3 few shot.

Poi confrontate: quale dei due dà le risposte più precise?

prompt di esempio
Classifica la recensione come
POSITIVA, NEUTRA o NEGATIVA.
Recensione: "..."
Esempio di output, una tabella:
TvShow / BodyReview / Sentiment

20 minuti di tempo. Strumento: Gemini, su gemini.google.com.

Prompting avanzato · I framework

Quando i prompt semplici non bastano più

Qui scrivere a braccio mostra i limiti: serve una struttura.

Prompting avanzato · I framework

Un prompt costruito a blocchi, non buttato giù

Un prompt a framework è una richiesta scritta in modo metodico e modulare: una struttura di blocchi distinti, come il ruolo, il contesto, il task, il tono, i vincoli e gli esempi.

A differenza di un prompt vago, segue un modello preciso che guida il modello passo dopo passo, verso una risposta più coerente e controllabile.

Framework · Ruolo

Di' al modello chi deve essere

Il role prompting assegna al modello un ruolo ben definito. Così le risposte diventano più mirate: il modello si adatta al contesto e alle aspettative legate a quel ruolo.

Puoi chiedergli di comportarsi come un consulente finanziario, un allenatore o un tecnico informatico, e poi fargli domande da quel ruolo.

Framework · Ruolo

Primo blocco: il Ruolo

Costruiamo il prompt un blocco alla volta. Il primo dice al modello chi deve essere.

Qui: un travel blogger che scrive racconti di viaggio immersivi ed emozionali.

prompt · 1 elemento
#Ruolo: Agisci come un travel
blogger esperto in racconti di
viaggio immersivi ed emozionali.

Esempio filo conduttore: un articolo di viaggio. Il prompt crescerà blocco dopo blocco.

Framework · Contesto

Dai lo sfondo: dove siamo, per chi

Il contextual prompting fornisce al modello i dettagli e le informazioni di sfondo rilevanti per il compito: dove siamo, per chi scriviamo, con quale scopo.

Con il contesto giusto il modello coglie le sfumature della richiesta e risponde in modo più pertinente.

Framework · Contesto

Secondo blocco: il Contesto

Aggiungiamo il contesto: per quale blog scriviamo, di che viaggio parliamo.

E soprattutto cosa cercano i lettori: ispirazione e sogno, non una guida turistica.

prompt · 2 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: sto scrivendo per il
mio blog un articolo su un viaggio
in Lapponia a caccia dell'aurora
boreale. I lettori cercano
ispirazione, non una guida.

Il ruolo resta, in cima. Si aggiunge il contesto.

Framework · Task

Di' chiaramente cosa deve fare

Il task prompting esplicita l'azione richiesta: riassumere un testo, classificare una recensione, generare una lista, tradurre una frase. A volte lo si chiama «obiettivo».

Definire con chiarezza il compito aiuta l'AI a capire subito lo scopo e a restituire risultati più utili e mirati.

Framework · Task

Terzo blocco: il Task

Ora il task: l'azione vera e propria che chiediamo al modello.

Scrivere l'articolo facendo rivivere al lettore ogni emozione del viaggio verso l'aurora.

prompt · 3 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: scrivi l'articolo facendo
rivivere al lettore ogni emozione
del viaggio verso l'aurora.

Ruolo, contesto e ora il compito da svolgere.

Framework · Strumenti

Indica il metodo da usare

Il tool prompting guida il modello a usare uno strumento o un metodo preciso: una tecnica di scrittura persuasiva, uno schema logico per argomentare, un metodo strutturato già collaudato.

Indicare lo strumento aiuta il modello a organizzare la risposta e a restare coerente con lo stile o lo standard che vuoi.

Framework · Strumenti

Quarto blocco: gli Strumenti

Diamo lo strumento: il metodo con cui costruire il racconto.

Qui, lo schema narrativo del «Viaggio dell'Eroe», la struttura classica delle storie.

prompt · 4 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: far rivivere ogni emozione.
#Strumenti: struttura il racconto
secondo lo schema narrativo del
"Viaggio dell'Eroe".

Lo strumento dice con quale metodo lavorare.

Framework · Dettagli

Di' su cosa concentrarsi

Il details prompting indica al modello i dettagli operativi e di contenuto del compito: su cosa concentrarsi e quali elementi sviluppare nell'output.

Specificare i dettagli riduce l'ambiguità, evita le generalizzazioni e alza la qualità e l'utilità del risultato.

Framework · Dettagli

Quinto blocco: i Dettagli

Entriamo nei dettagli: le tappe precise da attraversare nel racconto, una per una.

Sono le quattro fasi del viaggio dell'eroe, calate su questa storia.

prompt · 5 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: far rivivere ogni emozione.
#Strumenti: il "Viaggio dell'Eroe".
#Dettagli: sviluppa queste tappe:
- il richiamo: il sogno dell'aurora
- le prove: freddo, buio, nuvole
- la rivelazione: la prima aurora
- il ritorno: cosa riporta con sé

I dettagli guidano il contenuto tappa per tappa.

Framework · Regole

Le cose che deve fare per forza

Le regole sono istruzioni aggiuntive: obblighi operativi che il modello deve seguire mentre scrive. Non sono divieti, ma azioni e condizioni da rispettare sempre. A volte le si chiama «extra».

Servono a garantire aderenza a requisiti precisi: per esempio scrivere in un certo tempo verbale o con un certo taglio.

Framework · Regole

Sesto blocco: le Regole

Fissiamo le regole: come dev'essere scritto il testo.

Prima persona al presente, un gancio iniziale, dettagli sensoriali in ogni tappa.

prompt · 6 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: far rivivere ogni emozione.
#Strumenti: il "Viaggio dell'Eroe".
#Dettagli: le quattro tappe del viaggio.
#Regole: scrivi in prima persona al
presente, con un gancio iniziale e
dettagli sensoriali in ogni tappa.

Le regole dicono come deve essere scritto.

Framework · Limiti

Di' cosa non deve fare

I limiti indicano i vincoli da rispettare e le cose da evitare: confini che il modello non deve oltrepassare.

Possono essere di quantità (non oltre le 100 parole), di stile (niente tono ironico), di contenuto (non citare marchi) o di formato (niente elenchi puntati).

Framework · Limiti

Settimo blocco: i Limiti

Mettiamo i limiti: i confini che il racconto non deve superare.

Un tetto di parole, niente tono da brochure, nessun titolo che spezzi il testo.

prompt · 7 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: far rivivere ogni emozione.
#Strumenti: il "Viaggio dell'Eroe".
#Dettagli: le quattro tappe del viaggio.
#Regole: prima persona, al presente.
#Limiti: max 800 parole, niente tono
da brochure, niente info pratiche,
nessun titolo che separi le fasi.

I limiti dicono cosa evitare.

Framework · Output atteso

Di' esattamente cosa vuoi in mano

Specificare l'output atteso significa indicare con precisione il tipo di risposta che vuoi: il formato, lo stile, la struttura, per esempio un elenco, una tabella o una sintesi.

Riduce l'ambiguità, aumenta la precisione e taglia le revisioni: il modello capisce subito cosa deve consegnare.

Framework · Output atteso

Ottavo blocco: l'Output atteso

L'ultimo blocco: l'output atteso, la forma esatta della consegna.

Un titolo, l'articolo diviso per tappe con paragrafi brevi, tre hashtag per i social.

prompt · 8 elementi
#Ruolo: travel blogger immersivo.
#Contesto: Lapponia, l'aurora boreale.
#Task: far rivivere ogni emozione.
#Strumenti: il "Viaggio dell'Eroe".
#Dettagli: le quattro tappe del viaggio.
#Regole: prima persona, al presente.
#Limiti: max 800 parole.
#Output Atteso:
- titolo evocativo e sottotitolo
- articolo a tappe, paragrafi brevi
- 3 hashtag per i social

Il prompt completo: otto blocchi che guidano il modello passo per passo.

Proviamolo dal vivo

Tocca a voi: un framework completo

Costruiamo il prompt a blocchi, come nell'esempio del viaggio

Esercizio · Prompting avanzato

Testate un framework in più combinazioni

Obiettivo: provare un framework in combinazioni diverse di elementi, e vedere come cambia il risultato.

Spunto: inventate una nuova ricetta che unisce due piatti famosi.

Provate le quattro combinazioni qui a fianco, aggiungendo un blocco alla volta.

combinazioni da provare
Ruolo, contesto, task
Più dettagli, regole, limiti
Più strumenti (analisi nutrizionale)
Più output atteso: il framework intero

30 minuti di tempo. Strumento: prompting.party.

Oltre il prompt · L'evoluzione

Come è cambiato il modo di lavorare con l'AI

Ogni passo nasce per superare il limite di quello prima.

L'evoluzione · Prompt engineering

All'inizio, l'istruzione la scrivi tu

È il prompt engineering, quello visto finora: prepari a mano le istruzioni, dici al modello chi è e cosa deve fare. Più sei chiaro, meglio risponde.

Il limite: devi prevedere tutto da solo, e per i compiti difficili le istruzioni diventano lunghissime.

La seconda tappa

Context engineering

Non come chiedi, ma cosa gli metti davanti

Context engineering · Il salto

Dal come chiedi al cosa gli dai

Prompt engineering
Context engineering
Su cosa lavori
Come formuli la richiesta
Cosa il modello ha davanti
Quando
Una volta, per iscritto
A ogni passo, si ricompone
Obiettivo
Un comando chiaro
Solo le informazioni giuste

Il prompt è una parte del contesto, non tutto il contesto.

Context engineering · La memoria

La finestra di contesto è la sua memoria di lavoro

È quanto testo il modello riesce a tenere a mente tutto insieme mentre lavora: l'istruzione, i documenti, quello che vi siete già detti.

Comoda, ma non è infinita: prima o poi si riempie.

Context engineering · Il limite

Più roba tiene a mente, più si confonde

Quando la finestra di contesto si riempie troppo, il modello inizia a perdere il filo e a sbagliare di più. È il degrado del contesto.

Non è solo questione di spazio: oltre un certo punto, le risposte peggiorano.

Context engineering · Il rischio

Quattro trappole

Più contesto non vuol dire risultati migliori.

Context engineering · Cosa vede

Il contesto non è solo la tua domanda

Tutto questo va messo insieme bene, a ogni passo.

Context engineering · Il metodo

Le quattro mosse

Le quattro mosse · Scrivere

Scrivere: la memoria vive fuori dal modello

Invece di tenere tutto nella finestra di contesto, il modello salva i progressi su un foglio esterno, per esempio un file, e li rilegge solo quando servono.

Così la memoria di lavoro resta libera, e il compito può essere lungo.

Le quattro mosse · Selezionare

Selezionare: porta dentro solo ciò che serve

A ogni passo si recupera solo il pezzo di informazione utile a quel turno, cercandolo per parole chiave e per significato. Conta la pertinenza, non la quantità.

Poca roba pertinente batte tanta roba a caso.

Le quattro mosse · Comprimere

Comprimere: riassumere senza perdere il segnale

Le cronologie lunghe si riassumono in poche righe, tenendo grezzi solo gli ultimi messaggi. Si toglie il rumore, si tiene il senso.

Un riassunto fatto bene ricorda cosa conta e butta il resto.

Le quattro mosse · Isolare

Isolare: compiti separati che non si mischiano

I compiti complessi si spezzano fra più aiutanti, ognuno con il suo contesto ristretto, che poi consegnano solo una sintesi a chi coordina.

Tenere separate le fonti evita che un errore contagi tutto il resto.

Ancora sul contesto

Progressive disclosure

Mostrare le informazioni a strati, solo quando servono

Progressive disclosure · Il problema

Caricare tutto è come aprire l'enciclopedia intera

Per rispondere a una domanda non tiri giù tutti i volumi: guardi prima l'indice. Molti sistemi invece mettevano nel contesto ogni documentazione, anche quella che non serviva.

Un contesto pieno di roba inutile è più lento, costa di più e dà risposte peggiori.

Progressive disclosure · Come funziona

Un indice a tre strati

A ogni strato scende più a fondo, ma solo dove serve.

Progressive disclosure · Un esempio

Ogni scheda porta in cima una piccola etichetta

In testa a ogni scheda ci sono poche righe che dicono cosa contiene.

Il modello legge prima solo quelle, per capire quale scheda gli serve.

Leggere un'etichetta costa pochissimo: può passarne in rassegna tante senza intasarsi.

l'etichetta di una scheda
nome: Validazione form
serve per: controllare i moduli
argomenti: moduli, controlli

Prima l'etichetta, poi la scheda intera, solo se serve.

Progressive disclosure · I vantaggi

Perché conviene

Progressive disclosure · L'ordine

Una cartella per argomento, una scheda per entrare

Ogni argomento sta in una cartella a sé, con un file d'ingresso che fa da mappa.

Gli approfondimenti stanno in file separati, aperti solo al bisogno.

come sono messi i file
moduli/
validazione/
scheda.md (la mappa)
controlli.md
errori.md

L'ordine dei file è ciò che rende possibile aprire solo il necessario.

Il seguito promesso

Loop engineering

La tecnica accennata a inizio modulo, adesso per intero

Loop engineering · L'idea

Metti tutto dentro un ciclo che si ripete

Il loop engineering prende l'agente, le sue risorse e la cura del contesto, e li chiude in un ciclo: il modello va avanti da solo, un giro dopo l'altro, verso un obiettivo.

Non sei più tu a chiedere ogni singola modifica: se le chiede da solo.

Loop engineering · Il cambio di ruolo

Da scrittore di prompt ad architetto di cicli

Il tuo lavoro cambia: non scrivi più ogni istruzione, ma disegni il ciclo. Dici qual è l'obiettivo e a quali condizioni fermarsi.

Il resto, provare e riprovare, lo gestisce il ciclo.

Loop engineering · Il ciclo

Com'è fatto un ciclo

Se l'obiettivo non è raggiunto, si itera: il ciclo riparte dall'innesco, da solo.

Loop engineering · Due modi

Due modi di far girare un ciclo

A tempo o su un evento
A obiettivo
Quando parte
A un orario, o quando succede qualcosa
Quando gli dai un traguardo
Quando si ferma
Non si ferma: al giro dopo ricomincia
Quando il traguardo è raggiunto
Il freno di sicurezza
Il tempo tra un giro e l'altro
Un tetto massimo di tentativi
Esempio
Ogni mattina prepara un riepilogo
Migliora la pagina finché non è veloce

Nel primo conta il ritmo, nel secondo il risultato.

Loop engineering · La verifica

Un ciclo funziona solo se sa dire «ho finito?»

A ogni giro il ciclo deve valutare se il risultato va bene. Senza un modo per verificarlo, andrebbe avanti a vuoto, senza sapere quando fermarsi.

La verifica è il cuore del loop: gli dice se continuare o smettere.

La verifica · Cinque modi

Cinque modi di controllare il risultato

Dal controllo più automatico a quello più umano.

Loop engineering · Dove serve

Dove il ciclo dà il meglio

Loop engineering · In sintesi

La fine del «fare da balia» ai prompt

Non stai più dietro al modello a ogni passo. Gli dai l'obiettivo e le condizioni per fermarsi, e lasci che il ciclo gestisca il lavoro.

È potente soprattutto dove il risultato si misura da solo, come nel codice e nei dati.

Fine del corso

Grazie di avermi seguito

Alessandro Caprai

© Alessandro Caprai 2026

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