AI Act e legge quadro nazionale

Illustrazione satirica dell'Europa raffigurata come una figura in parte meccanica
Modulo 03

AI Act
e legge quadro

Il regolamento europeo e la legge quadro nazionale: cosa cambia davvero per chi usa l'AI al lavoro.

Corso AI, RAG e LLM Locali · Alessandro Caprai

AI Act · Cos'è

La prima legge al mondo che regola l'AI in modo completo

Non regola la tecnologia, regola gli usi: lo stesso identico strumento può essere libero, vincolato o vietato a seconda di cosa ci fate. Vale già così com'è in tutta Europa, senza che l'Italia debba riscriverla in una legge sua, e non è arrivata tutta insieme: le regole si accendono una alla volta fra il 2025 e il 2028.

2 febbraio 2025
già in vigore: gli usi vietati e l'obbligo di formare chi usa l'AI
2 agosto 2025
le regole per chi costruisce i modelli come ChatGPT o Gemini
2 agosto 2026
l'obbligo di dichiarare l'AI, e le autorità possono multare
35 mln € o 7%
la multa massima, sul fatturato mondiale. Per le PMI vale la cifra minore

Tutto ruota attorno al rischio: più un uso può fare del male alle persone, più obblighi porta. Non c'è una casella «AI» da farsi autorizzare, e non serve nessun permesso per usare ChatGPT in ufficio.

Fonte: Regolamento (UE) 2024/1689, artt. 4, 50, 99 e 113.

AI Act · A chi si applica

Vale per chiunque porti un sistema in Europa, da qualunque paese

Quello che conta non è dove ha sede l'azienda, è dove finisce il risultato. Un fornitore americano o cinese che vende il suo sistema in Europa, o le cui risposte vengono usate qui, deve rispettare le stesse regole di un'azienda italiana. È lo stesso principio del GDPR.

Anche fuori dall'Europa
se il sistema, o quello che produce, arriva qui
Restano fuori
la ricerca scientifica, l'uso personale fuori dal lavoro, la difesa
L'open source
è esente, tranne quando l'uso è vietato o ad alto rischio

Per un'azienda italiana la domanda pratica non è «devo rispettare l'AI Act», ma «con quale ruolo». La risposta cambia tutto, e sta nella slide successiva.

Fonte: art. 2, Regolamento (UE) 2024/1689.

AI Act · Chi è chi

I sei ruoli dell'AI Act

Sono i nomi esatti del regolamento, che tutti insieme li chiama «operatori».

AI Act · In pratica

I tre che contano per voi

Quasi sempre siete deployer o utente finale. La differenza è se di mezzo ci sono delle persone.

AI Act · Come è fatto

Quattro livelli, non una regola sola

La larghezza è quanti sistemi finiscono in ogni fascia. Clicca un livello.

 

Rischio inaccettabile

Tre cose che non potete fare

Vietate dal 2 febbraio 2025. Multa fino al 7% del fatturato.

Alto rischio

Tre cose permesse, con obblighi dal 2027

Dal 2 dicembre 2027. Dentro i macchinari, dal 2028.

Rischio limitato

Tre cose da dichiarare, dal 2 agosto

Obbligatorio dal 2 agosto 2026. Multa fino al 3% del fatturato.

Rischio minimo

Tre cose senza obblighi specifici

L'AI Act non chiede niente. Restano la formazione e il GDPR.

AI Act · Alfabetizzazione

Formare chi usa l'AI è già un obbligo di legge

Non basta insegnare a premere i pulsanti di un programma. La legge chiede che chi lavora con l'AI capisca davvero lo strumento che ha in mano.

Come ragiona
come arriva a una risposta
Dove sbaglia
può inventare, va controllata
I pregiudizi
può essere ingiusta con le persone
Diritti e doveri
cosa la legge permette e impone

Non è un adempimento futuro: vale dal 2 febbraio 2025, riguarda chi è in questa stanza, ed è il motivo per cui questo corso esiste.

Fonte: art. 4, Regolamento (UE) 2024/1689.

AI Act · Trasparenza

Le persone devono sapere quando c'è un'AI

Chi scrive a un assistente deve capire che è una macchina e non una persona. E i contenuti creati dall'AI che sembrano veri, foto, video e voci, vanno dichiarati per quello che sono.

Il chatbot
va detto subito, salvo sia già ovvio
Foto e video finti
vanno marcati come generati dall'AI

Un'azienda di moda che riempie il catalogo di modelli creati dall'AI deve scriverlo: «immagini generate con AI».

Fonte: art. 50, Regolamento (UE) 2024/1689. In vigore dal 2 agosto 2026.

AI Act · Controllo umano

L'AI propone, ma l'ultima parola resta a una persona

La legge vieta di fidarsi ciecamente del software. Quando l'AI suggerisce una scelta, chi la usa deve capirla e avere l'autorità per correggerla o rifiutarla se è sbagliata.

Competenza
capire cosa propone il sistema, e perché
Autorità
poter dire di no senza chiedere il permesso

Una persona che firma senza poter cambiare niente non è un controllo, è un timbro. Vale solo se può fermare la macchina.

Fonte: artt. 14 e 26, Regolamento (UE) 2024/1689.

Legge italiana

All'AI Act si aggiunge la legge italiana sull'AI

Dall'ottobre 2025 anche l'Italia ha la sua legge sull'intelligenza artificiale. In gran parte ricalca l'AI Act, i punti che abbiamo già visto, ma aggiunge regole sue e stabilisce le sanzioni.

In vigore
dal 10 ottobre 2025
Le sanzioni
come l'AI Act, fino al 7% del fatturato

Niente di quello che segue è consulenza legale, per quella servono gli avvocati. Sono informazioni per usare l'AI con più consapevolezza.

Fonte: Legge 23 settembre 2025, n. 132.

Legge italiana · Dati

I dati aziendali non si danno in pasto all'AI gratuita

Un dipendente incolla l'elenco clienti o un segreto industriale in un'AI gratuita per farsi un riassunto. Quei dati possono servire ad addestrare il modello: è una fuga di dati e una violazione della privacy.

Il rischio
i vostri dati addestrano un modello pubblico
La causa
lo strumento gratuito non li protegge

Se un reparto usa l'AI, l'azienda gli dà una licenza a pagamento dove il contratto garantisce che i dati immessi non vengono usati per addestrare il modello.

Fonte: GDPR (Reg. UE 2016/679) e Legge 132/2025.

Legge italiana · Lavoro

L'AI non licenzia da sola

Le decisioni sul lavoro non possono essere solo automatiche. Un licenziamento deciso così è nullo.

© Alessandro Caprai 2026

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